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"Di’ la Trascendenza del Nome del tuo Signore, il Grandioso! »

TRADOTTO DA SIDI ’ABD AL HAQQ

giovedì 10 novembre 2016, di Madani

Tutte le versioni di questo articolo: [français] [italiano]


Le ingiunzioni dirette al Profeta –benedizioni e saluto - valgono anche per la sua comunità, eccezione fatta per quelle a lui specificamente destinate.

In questo versetto, Allah - che sia esaltato - ordina al suo Messaggero - benedizioni e saluto - di glorificarLo, di realizzare che Egli è al di là di tutto ciò che non può Lui convenire (tanzih) e allo stesso tempo di adempiere al dovere di lodadarLo per le Sue grazie, ciò che dimenticano gli smarriti e che hanno afferrato le genti della Conoscenza alla testa dei quali il Profeta - benedizioni e saluto -.

Questa ingiunzione si ritrova in numerosi passaggi del Corano. Nella Sourate al-A‘la, (L’Altissimo, Corano, 87), Allah ordina di glorificare «il Nome del suo Signore, colui che, per grazia, ha creato [l’universo], l’ha disposto armoniosamente, ha decretato [le sorti], guidato [le persone] e ha fatto spuntare i pascoli.» Si tratta qui di grazie inestimabili che chiamano a glorificare Allah, che sia esaltato, a mo’ di lode.

[In questo versetto], Allah ha adoperato il termine «Nome», preceduto di una particella del caso indiretto, [bi = per, per mezzo]; ciò significa che la glorificazione si realizza invocando per mezzo del Nome di Allah - che sia Esaltato -. Si può invocare, titolo d’esempio, dicendolo: la ilaha illa Allah , (Non vi è divinità all’infuori di Allah), Allah! Ya Latif!, (Oh Tu, il Dolce), Ya Hayyu Ya Qayyum! , (Oh Tu il Vivente, l’Auto – Sufficiente) o invocando uno dei Suoi bei Nomi . «Certo a Dio appartengono i Nomi più belli. InvocateLo per mezzo di questi Nomi» (Corano, sourate, 7 al-A‘raf, v. 180.).

Chiunque l’invoca con uno dei Suoi bei Nomi, L’allievo, al di là di ogni concezione indegna di Lui, confessa la Sua Unicità, nel discorso come nella coscienza e gli rende grazia per i Suoi Favori innumerevoli.

Quando questo versetto è stato rivelato, si riporta che il Profeta - benedizioni e saluto su di lui - ha detto: «Adoperate questo tasbiha nelle vostre inclinazioni!». Da allora, i Compagni dicono (n questa fase della salat): subhana Rabbi al-‘Azim, Che il mio Signore, il Grandioso, sia Esaltato.

Il senso del versetto: «di’: Che il mio Signore il Grandioso sia Esaltato!» è stata citato da al-Nasafi nella sua esegesi.

Tuttavia, la confutazione di coloro che negano la risurrezione e le prove utilizzate contro essi non bastano di fronte all’animosità di coloro che rinnegano [totalmente] il Corano. In effetti, certi credono nella Risurrezione pure negando il Corano. Il versetto insegue così la sua argomentazione contro quest’ultimi …

Mohammad al-Madani.




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